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Devid De Palma ITW

Ricordo ancora la prima volta che l’ho visto… eravamo nel parcheggio di Modena Skipass… io a controllare i rullini (si… i rullini) lui a controllare tutta l’attrezzatura da snowboard per partecipare ad un rail contest. Non ci conoscevamo, ma eravamo mossi dalla stessa grande passione, la stessa che ci lega ancora oggi dopo oltre 15 anni. 

Devid De Palma è una di quelle persone la cui passione per lo snowboard è stata decisiva per la sua vita. Proveniente dall’hinterland milanese, non è certo uno di quei rider che hanno avuto vita tacile… niente sci club o costosissime lezioni private ma tanta voglia di emergere grazie al proprio riding in un mondo di ragazzini viziati. 

Devid con la sua crew, è stato parte principale di una scena italiana quindici anni fa non esisteva: STREET SNOWBOARD in tutte le sue forme!

Seguendo le orme di rider della scena americana… DDP ha rideato, filmato e pubblicato un numero spropositato di street spot… macinando  esperienze e chilometri per oltre 15 anni… di strada ne è stata percorsa… ma facciamo due chiacchiere con il diretto interessato per scoprire qualcosa di più sulla sua vita oggi.

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Pro rider, team manager, park manager, skater, surfista, gattista, shaper, trail builder, downhill, camionista, opinion leader, pr… cos’altro? 

Ciao Nange, innanzitutto grazie è sempre bello essere intervistati da Snowboarder Magazine-snowboard.it! In passato abbiamo fatto molte altre interviste inerenti ai miei viaggi come snowboarder o collegati ai video che producevo con Garbage, adesso e da circa 4 anni, da quando sono partito con il progetto del Sando Snowpark, la mia vita è un pò cambiata, ho messo da parte giustamente la parte action e di filming per dare spazio a quella gestionale.

Nel mio percorso lavorativo e di crescita personale, come hai scritto tu, ho fatto e faccio tuttora un sacco di lavori e attività, sono una persona ambiziosa e che apprende e sfrutta al massimo tutte le opportunità che mi si presentano.

Negli ultimi 15 anni ho imparato e continuo ad imparare un sacco di mestieri e attività, dai lavori gestionali, organizzativi, logistici e manuali, apprendendo come una spugna da tutte le persone che hanno voluto insegnarmi qualcosa! Questa mia voglia di imparare deriva dal fatto che fin da piccolo ho sempre voluto allontanarmi dallo stile di vita metropolitano, ho sempre preferito la natura e la vita all’aperto invece che la vita in città.

Vivendo nella periferia di Milano il mio più grande timore era quello di finire in una fabbrica per il resto della mia vita e che pian piano la mia passione per gli action sport sarebbe svanita schiacciata dal caos cittadino, dalla routine e dalla poca libertà mentale e fisica che ti offre un paese di periferia.

Quindi ho imparato tutto quello che potevo negli action sport e nell’extra settore in modo da essere preparato a qualsiasi evenienza, attualmente lavoro da circa 10 anni per gli action sports.

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Toglimi una curiosità, le persone delle valli di montagna sono rinomate per essere ostili nei confronti dei forestieri, specialmente con le persone che arrivano come te dalle città o da altre realtà, nel tuo caso non è stato così, so che sei ben voluto dalla comunità locale.

Questo come è stato possibile?

AHAHAH ma non è vero che i “montagnini” sono ostili sono solo duri come il marmo, ma il bello è quello perchè una volta che ti guadagni la loro fiducia ti diverti alla grande!

Ci ho pensato molto alla possibilità di non trovarmi bene a San Domenico prima di trasferirmi 4 anni fa, così ho pensato ad un modo per farmi voler bene fin da subito organizzando un super festone nel Pub del paese perchè una cosa c’è che sicuramente accomuna tutti gli italiani… la fiesta! Durante quell’occasione, 4 anni fa, mi sono presentato ufficialmente con il mio progetto del park ottenendo direi un buon successo visto quante persone si sono presentate e divertite! Un primo riscontro decisamente positivo come start-up!

Con il passare degli anni ho semplicemente fatto il mio lavoro senza intralciare nessuno e ho trattato sempre con rispetto tutte le persone del posto, ringraziandole e spesso imparando dal loro stile di vita.

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Ci chiediamo cosa ti ha spinto ad entrare nel progetto della San Domenico Ski, solo qualche anno fa San Domenico era sul rischio del fallimento mentre adesso è una località in continua crescita.

Cosa ti ha convinto a lasciare il tuo lavoro di Marketing Manager a Milano per intraprendere un percorso lavorativo completamente diverso e rischioso.

Guarda i motivi per cui ho scelto di cambiare lavoro, casa e vita sono molti, sicuramente uno è la sfida con me stesso nell’intraprendere un nuovo e come hai detto tu rischioso progetto, i nuovi stimoli mi accendono il motore e la voglia di mettermi in gioco.

Quando sono stato convocato dalla San Domenico Ski per il primo colloquio ho parlato direttamente con il responsabile Tecnico Andrea Malagoni il quale mi è sembrata fin da subito una persona eccezionale, con le idee chiare e all’avanguardia e con il quale ho instaurato un bel rapporto.

La mia passione per lo snowboard e la natura inoltre han fatto da padrone su tutto e tutti.

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Cosa significa per te lo “snowboard”?

Lo Snowboard per me e credo per la maggiorate di tutti i riders credo che sia la massima espressione di libertà e sfogo, sono 20 anni che ho questo stile di vita e non lo cambierei per nulla al mondo.

Cosa vuol dire essere shaper in Italia oggi?

In Italia la figura dello Shaper all’interno delle stazioni sciistiche più rinomate viene finalmente riconosciuta e pertanto retribuita dignitosamente.

Fare lo shaper è uno dei lavori più duri e impegnativi che una persona possa fare, la montagna ti mette a dura prova e solo chi fa questo mestiere può capirlo, devi avere le spalle larghe e le palle quadrate se vuoi fare questo mestiere.

Ma questo lavoro non è fatto solo di fatica, da moltissime soddisfazioni ed è il massimo per chi ama la vita all’aperto.

Spiega a chi non lo sa quali sono le mansioni di un Park manager.

Nel mio caso la figura del park manager prevede diverse mansioni, mi occupo a 360 gradi di tutto quello che gira intorno allo Snowpark e la sua promozione, le cose più importanti sono le seguenti:

Progettare e costruire lo Snowpark ( supportato da gli Shapers)

Organizzare e Rispettare il bilancio stagionale delle entrate e delle uscite dello Snowpark

Gestione della comunicazione social e media

Mantenere i contatti con i media

Pianificazione e gestione degli eventi

Gestione del personale dello Snowpark

Far rispettare le regole aziendali

Mantenere i rapporti commerciali con la stazione sciistica

Pubbliche relazioni e front man con i clienti

Gestione prenotazioni Alberghi

Convogliare e aumentare il turismo di Snowboarder a San Domenico trami attività marketing, e di pubbliche relazioni.

Organizzazione shooting

Mantenere i rapporti con i pro Riders

Organizzazione piano marketing stagionale

Contatti con gli sponsor

Logistica del progetto Sando Bus

Queste sono le attività principali ma chiaramente si fanno un sacco di altre cose in una stazione sciistica e in uno Snowpark.

 

Che ruolo ha l’amicizia nella tua vita? 

L’amicizia per me è importantissima a volte fin troppo, anche se negli ultimi anni gli impegni e le circostanze mi hanno fatto capire molte cose.

La maggior parte delle persone vive nell’egoismo, la società di oggi ci impone uno stile di vita malsano, frenetico senza quasi mai dar spazio a momenti di riflessione dimenticando i veri valori della vita, dobbiamo essere noi stessi a riuscire a mantenerli vivi uscendo un po’ dagli schemi.

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Ho saputo che diventerai padre… come pensi cambierà la tua vita fatta di snowpark e viaggi in “van”‘?

La mia vita cambierà sicuramente ma spero in meglio, l’idea che abbiamo io e la mia ragazza Ilaria della nostra famiglia è quella di non cambiare le nostre abitudini, la bocia farà le nostre stesse cose,

almeno ci proveremo ahahah.

A che età proverai a mettere tuo figlio su uno snowboard?

Ecco, questo è un argomento molto discusso in questo ultimo periodo con i miei amici, sia io che Ilaria non vogliamo crescere uno Shaun White, non ci interessa far crescere un atleta ma ben si tirar su una bambina serena e felice, quindi lo capirà da sola quando sarà il momento e se lo vorrà.

Descrivici la tua giornata ideale.

Negli ultimi anni le mie giornate top sono quando sono in vacanza a surfare, non c’è cosa migliore di svegliarsi presto alla mattina e fare una session di 2/3 ore di surf e poi rilassarsi tutto il giorno tra yoga, buon cibo e amici.

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Racconta ai nostri lettori come trascorri l’estate quando non vai in snowboard.

Quando finisco la stagione invernale stacco per circa 4 settimane tra maggio e giugno e mi dedico al Surf, mi aiuta a tenermi in forma, rigenerarmi e a trovare stimoli e nuove idee.

Finite le vacanze a metà giugno si apre la stagione del downhill e le mansioni e le responsabilità sono le stesse di quelle dello Snowpark, la stagione del Downhill finisce a fine settembre, da ottobre a novembre pianifico tutto il lavoro per l’inverno che ti posso assicurare è moltissimo.

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Oltre al Sando Snowpark sei anche Team Manager di alcuni brand di Snowboard, ci dici quali sono e in che modo riesci a conciliare il lavoro.

I marchi che seguo sono Picture, Drake, Northwave, Santa Cruz e Garbage. Il tempo per seguire anche questi marchi lo devo trovare per forza, proprio grazie anche al lavoro di team manager che il Sando Snowpark ha un buon successo. Considera che la mia giornata di lavoro è composta da circa 16 ore al giorno e tutti i miei contatti di Team Managaer gli uso anche per il lavoro di Park Manager al Sando Snowpark.

Toglimi una curiosità, da quando ti occupi di questi marchi e del progetto Sando Snowpark pare che le cose vadano meglio in questi progetti, insomma quando ci metti lo zampino le cose funzionano meglio e lo stesso vale per le aziende in cui hai lavorato in passato.

Qual’e’ il segreto del tuo successo?

Wow successo è un parolone, ma grazie.

Credo che le cose dipendano esclusivamente dalla passione che ci mette una persona nel lavoro che svolge e dalle esperienze che si è fatto nella vita, nel caso del mondo dello Snowboard ho cercato di imparare il più possibile e di avere più contatti possibili, se hai la passione per un lavoro, dei buoni contatti e conoscenza del settore hai sicuramente una marcia in più.

Ho conosciuto molte persone che lavorano in questo settore come se lavorassero per una ditta di lavatrici, in passato ho fatto il garzoncello per delle aziende del mondo dello Snowboard e in pochi mesi mi sono trovato a seguire il marketing dell’azienda, come detto nelle risposte precedenti ho imparato molte cose nel mondo dello Snowboard e del lavoro extra settore, posso essere un operaio, un magazziniere, un segretario, un imprenditore, un marketing coordinator, un team manager, un venditore e un amico, non mi faccio problemi quello che c’è da fare in un azienda lo faccio senza troppa puzza sotto il naso.

Ad ogni modo, chi ha avuto successo in questo ambiente in passato e nel presente ha dovuto fare il lavoro sporco e quello pulito.

Dopo tanti anni a girare in street e a “prendere flat” stile “Magoon” cosa è cambiato nel tuo modo di vivere lo snowboard oggi che sei over 30?

Sono cambiate inevitabilmente molte cose, fisicamente una persona non può prendere flettate per tutta la vita ahahah, ma la mia passione per lo stile Magoon, Street Rail e newschool non è assolutamente cambiato anche se ho 35 anni, prediligo questo tipo di snowboard fatto di stile, park riding e passamano.

Il mio approccio mentale è sicuramente cambiato, non faccio più street ma in Park cerco di tenermi sempre allenato e aggiornato con i trick e cerco di dire sempre la mia anche ai giovincelli e quando serve a dare dei consigli.

La cosa più bella è girare con il proprio team.

Meglio scoprire una scalinata con un double kink o svegliarsi con un metro di powder? E non vale rispondere una scalinata con un metro di Powder 😉

Qualche anno fa ti avrei detto una scalinata con un double kink in street, adesso ti direi una scalinata con un double kink perfettamente shapato in un Park.

Voglio essere coerente con il mio passato e quello che ti ho risposto nella domande precedenti 🙂

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Siccome so che non vedi l’ora di dircelo… con quale tavola ti vedremo girare quest’anno?

Per molti anni ho usato le tavole della mia crew Garbage, ma da quando ho messo sotto i piedi la DF2 154 di Drake è stato amore a prima vista, non ho mai avuto un feeling simile con nessun’altra tavola!

Stance, passo, Camber classico o “banane” varie, ecc… vogliamo sapere tutto di te… anche il numero di scarpe 😉

Da sempre uso una 154 con passo 56 e gradi +18 -15 e come camber preferisco tavole flat o tradizionali, il mio numero di scarpe è il 45.

Cosa consiglieresti ad un giovane che vuole diventare Pro Rider oggi? Cosa invece consiglieresti a chi volesse lavorare nello “snowboard business”?

Bella domanda, a tutti i giovani snowboarders il consiglio che posso dare è di viaggiare il più possibile confrontandosi con i riders del resto del mondo, rimanendo in iIalia non si ha troppe possibilità di crescita, lo so che comporta molte spese ma se vi organizzate bene con lavoretti stagionali e un pò di supporto da parte degli sponsor e la famiglia, questo sarà possibile.

Chiaramente bisogna appoggiarsi anche a dei buoni team manager, allenatori o mentori, c’e’ sempre bisogno di una buona guida per diventare un pro riders.

Nel limite del possibile lasciate perdere i Party Boy, fate festa con intelligenza ed evitate alcol o altro.

I 2 Riders italiani da prendere come esempio sono Max Zebe e Emiliano Lauzi, molto diversi come stile e personalità ma secondo me hanno sicuramente imboccato la strada giusta.

Mentre per lavorare nello snowboard business conviene sempre avere un buon background come rider, difficilmente si hanno abbastanza conoscenze del settore e contatti se non si è stati rider di buon livello.

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Che ruolo giocano i social network ed in particolare Facebook:

nella tua vita privata

-nel tuo lavoro

Nella mia vita privata: in passato Facebook lo usavo per tenermi in contatto con vecchi amici e per scrivere come tutti sfoghi inutili, ma con il passare del tempo grazie allo Snowboard i contatti sono aumentati a dismisura e pertanto la pagina è diventata lo specchio e comunicazione di tutte le attività che svolgo.

Negli ultimi 5/6 anni cerco di essere il più professionale possibile sulla mia pagina privata, evito ogni tipo di sfogo o lamentele sterili, mi limito a condividere foto e video dei miei viaggi e a divulgare tutte le attività che svolgo.

E’  grazie anche alla mia pagina che riesco ad avere un buon riscontro sulle attività che seguo.

Nel lavoro invece seguo 9 fan page e il relativo marketing, le pagina sono le seguenti:

Sando Snowpark, Sando Bike Park, Drake e Northwave, Sando Party, Picture Italia, Garbage Gang, Santacruz Italia, Santacruz Snowboard, Sando Bus, è un vero e proprio lavoro e come tale ha bisogno di molta organizzazione. La pagina più impegnativa è quella del Sando Snowpark che oltre alla creazione di foto, video e post in generale a volte mi porta via un sacco di tempo per rispondere a tutte le richieste d’informazione.

Naturalmente non sono solo a seguire tutta la comunicazione di queste aziende, ad aiutarmi ho un team di Blogger e collaboratori fatto di 10 persone che mi danno una mano nel rispondere ai messaggi, post e divulgazione su blog e social network.

Parlaci dei tuo progetti per il 2017.

Per quanto riguarda San Domenico e il Sando Snowpark quello che avete visto fino ad oggi è solo la punta dell’iceberg dei veri progetti, nel futuro prossimo ci allineeremo allo standard dei migliori resort italiani, una volta raggiunti questi obiettivi cercheremo di migliorarci ulteriormente.

Il percorso non è facile ma sono molto fiducioso a riguardo, considerato che fino ad oggi tutti i progetti presentati dalla San Domenico Ski sul piano di sviluppo di San Domenico sono stati tutti mantenuti, chiaramente anche lo Snowaprk rientra in questo piano di sviluppo e come tale verrà migliorato ulteriormente in tutti gli aspetti.

Per quanto riguarda il mio lavoro di team manager, sono molto soddisfatto del lavoro svolto fino ad oggi, i risultati sono sempre in crescita, per il futuro i progetti sono molti a riguardo ma preferisco presentarli con il piano marketing della prossima stagione 🙂

Abbiamo visto che hai allestito una Panda 4×4 “da guerra”. Ti vedremo ai raduni di pandini con birra e salamella la prossima estate? A parte gli scherzi, vuoi parlarcene brevemente?

Grande la Panda 4×4, è stata per anni il mio pallino e da quando mi sono trasferito a San Domenico ho colto l’occasione per acquistarne una e metterla a posto.

Con pochi soldi riesci a fare un buon lavoro di tuning, i pezzi di ricambio si trovano ovunque, non ho idea di quante migliaia di Panda ci siano in Italia, l’ho acquistata con 1900€ e l’ho sistemata con 600€, è un vero trattorino e quando la guido mi fa fare un salto nel passato, una vera goduria.

Ad ogni modo non sono una persona da raduni e salamella, non ho mai fatto un raduno neanche con il VW California figuriamoci se lo faccio con la panda 4×4.

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Cosa saresti diventato se non avessi scoperto lo snowboard? 

Lo Snowboard è stato tutto per me, sembrerà retorico ma mi ha allontanato dalle brutte compagnie e da tutto quello che le circondano, ho iniziato a fare snowboard a circa 14 anni e poi l’ho preso seriamente a circa 19, in questo periodo della mia vita ho fatto le mie scelte e sono le stesse di tuttora che ho 35 anni.

Se non avessi avuto la passione per lo Snowboard non saprei proprio cosa sarei diventato, magari un calciatore o magari un ragazzino problematico di periferia come tanti altri.

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Pensi che lo snowboard sia uno sport per ricchi?

Dipende a che tipo di snowboard ti riferisci, se a livello amatoriale o professionistico.

Come in tutte le cose i soldi aiutano, invece se passi le tue giornate al parchetto “a mangiare panini farciti” non puoi sicuramente permetterti di comprarti l’attrezzatura o lo skipass.

Per diventare un vero atleta inizialmente ti serve sicuramente una spinta da parte della famiglia, conosco giovani atleti che spendono oltre 20.000€ a l’anno per iscrizioni a scuole sportive e spendono oltre 10.000€ all’anno per viaggi e spostamenti, ma ne conosco altri che con 5.000€ tirati su con lavori estivi ci fanno la stagione.

Mentre per amatori di questo sport, se hanno un lavoro non vedo grandi difficoltà, vedo tutti i weekend un sacco di riders che fanno stagione e con attrezzatura nuova.

Chiaro che devi fare delle scelte, o la stagione e l’attrezzatura o altro.

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Come vedi il futuro dello snowboard?

In questo momento lo Snowboard sta vivendo un periodo di stallo, nè si va avanti nè si torna indietro, ad ogni modo gli Snowpark sono pieni di Snowboarder, almeno nella realtà San Domenico è così.

Ho provato molte volte a capire cosa è cambiato negli ultimi 10 anni, ma non ho ancora le idee chiare, c’e’ chi dice che lo snowboard non sia più di moda e che il motivo del poco interesse sia questo e c’e’ chi dice che è colpa delle nuove generazioni che sono troppo superficiali, io penso che tutto il mondo sia cambiato e che la crisi mondiale abbia semplicemente dato un taglio netto a tutti i portafogli, specialmente a quelli delle grandi aziende.

Se le aziende non investono in marketing, team e prodotto la gente si limiterà a comprare quello che vuole un po’ a caso e la scena snowboard non avrà dei nuovi idoli da imitare.

Roberto Nangeroni
Roberto Nangeroni was born in Varese in 1982 and during the studies in the local artistic high school he begins to show interest in photography. Indeed, after the leaving certificate, he begins the studies in Communication Sciences and Technologies and meanwhile he collaborates with magazines and press agencies mostly related to the sports area, publishing single shots and entire reports. Thanks to many experiences in the publishing sector, he is 2006 selected as Venue Photo Supervisor for the Winter Olympic Games in Turin. After the degree at the IULM in Milan, from 2007 to 2012 he manages SNOWBOARDER Magazine - main italian magazine linked to the snowboard area - as editor in chief and principal contributor.In parallel to his works in the publishing, he collaborates with important italian and european companies for which he realizes catalogues and advertising photos. 2012 he finishes a Master's program in Advanced Photography at the European Institute of Design in Milan and he becomes member of the italian Journalist Class in Lombardy.
http://www.robertonangeroni.com

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