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THE DOCTOR

Prevenire è meglio che curare

kermesse snowboard

Snowboard, uno sport oramai affermato e diffuso su tutte le piste; ma, specie in Italia, ancora ingiustamente velato di un’aria di “estremo”, talvolta di difficile, di pericoloso. In realtà uno dei pochi sport che, superati i preconcetti diffusi può dare sensazioni ed emozioni uniche a chiunque, a qualsiasi età, ed ovunque.

È innegabile, però che le articolazioni praticamente di tutto il corpo vengano sollecitate maggiormente rispetto alla vita quotidiana, aumentando pertanto il rischio di infortuni.

Uno studio condotto dall’Istituto Superiore di Sanità dimostra però che quasi 80 incidenti su 100 avvengono sugli sci, mentre appena 18 sono imputabili allo snowboard. La fascia di età più colpita è tra i 20 e i 24 anni (oltre il 40%).

I rider risultano molto più a rischio di riportare una lesione agli arti superiori (40% circa), mentre gli arti inferiori risultano interessati in maniera più ridotta (16% dei casi). La diagnosi di frattura è riportata nel 24% dei casi, la maggior parte delle quali interessa il polso. 

Un metodo relativamente semplice che potrebbe ridurre il rischio di fratture al polso è proteggersi con i pugni saldamente chiusi anziché a mano aperta, altri raccomandano di provare a cadere tenendo le braccia strette al petto ed i gomiti piegati. Tutto questo è naturalmente valido in teoria ma metterlo in pratica nell’attimo della caduta è un’altra cosa…

Decisamente più benefico è considerare l’utilizzo di parapolsi, sia come accessori singoli che come parte di guanti studiati apposta per i riders. Purtroppo l’utilizzo di tali protezioni rimane ancora molto basso tra gli snowboarder.

Un altro motivo di infortuni agli arti superiori è un trauma diretto in un punto del braccio e della spalla. Questo caso riguarda più comunemente la spalla e può portare a fratture dell’omero, della clavicola e a danni alla giuntura della spalla. Ancora una volta, il modo per ridurre il rischio di tali danni e di cercare di cadere con le braccia chiuse al corpo, più facile a dirsi che a farsi. Anche in questo caso ci sono protezioni specifiche da snowboard che riducono il rischio di tali traumi.

 

I traumi al ginocchio tra gli snowboarders sono di solito meno comuni e meno seri che tra gli sciatori. Molti sciatori che hanno avuto traumi al ginocchio si convertono allo snowboard così da poter continuare a divertirsi sulla neve senza rischiare i “crociati”. Infatti sulla tavola, con entrambi i piedi aggancianti agli attacchi, qualunque forza di torsione dovesse esserci provocherebbe la torsione di tutto il corpo poiché entrambe le gambe e il busto devono muoversi nella stessa direzione. Non è la stessa cosa nello sci, dove una gamba può girarsi all’interno o all’esterno indipendentemente dal movimento del resto del corpo! Una buona percentuale di infortuni al ginocchio accadono sugli skilift, questo perché una gamba non è agganciata; in questo caso lo snowboarder è come se fosse uno sciatore… non parliamo poi del “one foot”.

Attenzione anche a quella fetta di traumatismi che vengono definiti diretti (per intenderci le cadute con atterraggio sulle ginocchia..), nella maggior parte dei casi senza conseguenze serie ma molto, molto dolorose… utili anche in questo caso delle protezioni a livello della articolazione, non proprio il massimo dal punto di vista “estetico” ma assolutamente funzionali…

Gli infortuni alle caviglie nello snowboard, sebbene non così comuni come nello sci, potrebbero risultare dall’atterraggio sul flat da un Jump.

Come potete ben intuire dall’elenco dei tanti infortuni che vi ho citato i pericoli nello snowboard sono purtroppo molteplici pertanto è di fondamentale importanza ridurre al minimo i rischi legati a questo strepitoso sport con protezioni (che ammetto non essere sempre cool ma a mio avviso assolutamente necessarie, soprattutto per i principianti) e soprattutto il “rispetto” per il prorpio corpo, intuendo quali siano i propri limiti fisici, pertanto…  RESPECT & CONTROL!

Roberto Nangeroni
Roberto Nangeroni was born in Varese in 1982 and during the studies in the local artistic high school he begins to show interest in photography. Indeed, after the leaving certificate, he begins the studies in Communication Sciences and Technologies and meanwhile he collaborates with magazines and press agencies mostly related to the sports area, publishing single shots and entire reports. Thanks to many experiences in the publishing sector, he is 2006 selected as Venue Photo Supervisor for the Winter Olympic Games in Turin. After the degree at the IULM in Milan, from 2007 to 2012 he manages SNOWBOARDER Magazine - main italian magazine linked to the snowboard area - as editor in chief and principal contributor.In parallel to his works in the publishing, he collaborates with important italian and european companies for which he realizes catalogues and advertising photos. 2012 he finishes a Master's program in Advanced Photography at the European Institute of Design in Milan and he becomes member of the italian Journalist Class in Lombardy.
http://www.robertonangeroni.com

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